La Terapia Cognitivo Comportamentale online per i disturbi emotivi, come ad esempio quelli derivanti da attacchi di panico e di depressione (di entità lieve o moderata), è stata oggetto di analisi e studio in termini di valutazione di efficacia, soprattutto negli ultimi anni. La ricerca scientifica ha così dimostrato che una seduta di psicologia online risulta efficace quanto le tradizionali sedute effettuate in studio dallo psicologo, faccia a faccia.
La psicologia online, insomma, funziona.
Sono numerose le evidenze scientifiche dell’efficacia della psicoterapia cognitivo comportamentale online e, a dispetto dell’Italia, in molti Paesi, Europei e non, è lo stesso servizio sanitario che mette a disposizione il servizio di psicologia online per la terapia cognitivo comportamentale.
La classica Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) ha ottenuto prove di efficacia anche se svolta online in vari e accreditati studi.
L’APA (American Psychological Association), l’associazione psicologica più importante a livello mondiale (quella che elabora le linee guida internazionali sulla psicopatologia) ha studiato il fenomeno della terapia e psicologia online per valutarne l’efficacia effettiva. E il risultato ha sancito, per chi ancora nutrisse dubbi, che questa metodica ha la stessa valenza della terapia faccia a faccia.
Terapia cognitivo comportamentale online: a chi si rivolge?
La terapia cognitivo comportamentale online, annoverabile nel quadro della rinomata e ormai sempre più attuale E-therapy, è efficace quanto la tradizionale terapia cognitivo comportamentale di gruppo per il trattamento psicologico di situazioni cliniche molto diffuse, come ad esempio quelle della depressione lieve e moderata e del disturbo da attacchi di panico.
Lo studio dell’APA ha elencato tra l’altro anche il range terapico per il quale la psicoterapia online ha dimostrato di essere particolarmente valida; è il caso di:
TCC online: le fonti ci sono, e hanno anche un certo spessore.
Il professor Gavin Andrews, già nel lontano 1996, sottolineava come alcuni interventi psicosociali ad orientamento cognitivo-comportamentale (Gavin Andrews. Talks that work: the raise of cognitive-behaviour therapy. British Medical Journal, 1996,313,1501-1502):
“se fossero stati farmaci sarebbero stati registrati come efficaci e sicuri e farebbero parte essenziale della farmacopea di ogni medico”
Dunque, oggi sarebbero ben oltre il consolidato uso a livello terapico.
Anche una ricerca condotta in tempi più recenti presso il Karolina Institute di Stoccolma (Panic disorder and depression can be treated over the Internet, study suggests. ScienceDaily. Retrieved September 12, 2011) afferma, a supporto, che:
“I risultati offrono supporto all’introduzione della terapia online come trattamento di prassi nell’ambito della psichiatria. Azione raccomandata dal National Board of Health and Welfare nelle nuove linee guida per il trattamento di depressione ed ansia.”
L’elenco potrebbe continuare, ma i risultati emersi sono in definitiva sovrapponibili; le difficoltà di gestione della Terapia Cognitivo Comportamentale online si superano con un impegno minimo, a tutto vantaggio del benessere al quale la terapia mira.
Un nuovo modo di fare TCC
Già nel 2012 si identifica un nuovo modo di fare Terapia Cognitivo Comportamentale, un modo che si serve di strumenti tecnologici sempre più fruibili dal paziente; e che va a costituire una particolare forma di TCC definita dagli anglosassoni “Internet Based CBT” ovvero Terapia Cognitivo Comportamentale online, cioè basata su internet.

Lo studio del 2012 di Hedman e dei suoi colleghi ha analizzato in modo sistematico la letteratura relativa all’efficacia e al bilancio costi/benefici della terapia online, considerando come indici di riferimento il miglioramento dei sintomi principali presentati dai pazienti in base alla diagnosi ricevuta.
Lo studio ha analizzato 108 articoli scientifici. Di questi, in 104 si confermava l’efficacia della Terapia Cognitivo Comportamentale online e quindi gli ottimi risultati ottenuti soprattutto per il trattamento di una particolare categoria di disturbi, in cui erano annoverate ben 25 differenti tipologie di disturbi con rispettiva applicazione di TCC.
Dunque, come proseguire?
Gli eventi imprevedibili portano a fare una nuova valutazione sulla nuova tendenza, sulle sedute di psicologia online.
Non possiamo non fermarci a riflettere sul futuro della pratica della psicoanalisi. È d’obbligo analizzare gli effetti che può produrre una eventuale “altalena” tra setting virtuale e in presenza; nonché i vantaggi della gestione online delle sedute che lo permettono.
Il setting terapeutico online definisce una nuova dimensione.
Quando la psicologia online non sarà più una alternativa forzata, quando il terapeuta e il paziente potranno nuovamente scegliere dove vedersi, sarà un piacere poter davvero scegliere tenendo in considerazione i benefici di questo nuovo modo di fare terapia.
Le alternative alla ormai consolidata, ma non sempre fruibile, terapia in presenza stanno già definendo un loro ambiente, un loro studio virtuale. I software a cui fare riferimento sono frutto di una analisi ponderata al presente, ma pensando al futuro. Un valido riferimento di questo tipo può essere sicuramente PsyCare.
Alla luce delle tante osservazioni fatte e in considerazione degli studi scientifici che cercano di provare sempre più l’efficacia della Terapia Cognitivo Comportamentale online, a supporto anche della maggiore predisposizione alla questione, le terapie, inevitabilmente, si adeguano ai tempi e riducono le distanze.
Siamo sicuri che una delle conseguenze più evidenti sarà quella di poter fare sedute terapiche ovunque e comunque.
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