report CNOP MIUR

Oggi più che mai sono sempre più diffusi i fenomeni di espressione del disagio giovanile.
È necessario, quindi, un 
sistema educativo proattivo che guardi allo studente e alla necessità che la scuola sia luogo di assunzione di responsabilità delle esigenze e dei bisogni dell’altro. 

Mai come in questo periodo storico, sono in tanti a sentire il bisogno di un supporto psicologico. In prima linea ragazzi, costretti dalla pandemia alla DAD, indotti a rinunciare a quell’essenziale elemento di socialità e crescita che è la scuola in presenza.

CNOP: i dati del report

L’Istituto Piepoli, per conto del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) ha realizzato un report sulla situazione di disagio vissuta dai giovani e sull’attività degli Psicologi scolastici.

I risultati ricordano che l’emergenza sanitaria rappresenta un vero e proprio allarme da non sottovalutare perchè i dati raccolti confermano quanto sino ad ora era già stato osservato: la pandemia ha influito negativamente sulla crescita psicofisica di ragazzi ed adolescenti.

Ricordiamo che il report rientra tra le iniziative sviluppate nell’ambito del Protocollo Cnop-Ministero dell’Istruzione che ha l’obiettivo di fornire supporto psicologico a studenti e docenti per rispondere a traumi e disagi derivanti dall’emergenza COVID-19 e per fornire supporto nei casi di stress lavorativo, difficoltà relazionali, traumi psicologici e per prevenire l’insorgere di forme di disagio e/o malessere psico-fisico.

Da quanto si legge nel Report, in Italia “sei bambini su dieci sotto i sei anni e sette su dieci sopra i sei anni mostrano problemi psico-comportamentali con il rischio di sviluppare disturbi più severi tre volte maggiore rispetto al pre-pandemia”.

Il Centro Studi, tramite l’Istituto Piepoli, ha promosso un sondaggio sulla popolazione italiana:

  • l’81% degli italiani chiede lo psicologo scolastico
  • la percentuale sale al 94% nella fascia d’età 15-18 anni. 

Secondo gli intervistati le attività più importanti sono:

  • ascolto e sostegno (54%)
  • prevenzione del disagio (41%)
  • supporto alle famiglie (29%)
  • consulenza al sistema scuola nel suo complesso e supporto ai docenti (18%). 

Tra gli studenti (15-18 anni) sette su dieci scelgono la voce ‘ascolto e sostegno’, evidenziando così il bisogno di comunicare.

psicologo scolastico CNOP-MIUR

Intesa CNOP-MIUR

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi ascoltato dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza sulle tematiche legate all’infanzia e all’adolescenza anche con riguardo alla crisi pandemica, manifestò chiaramente:

…la scuola deve farsi carico di tutte le situazioni difficili nate e sorte in questo periodo…

…la scuola non è né una clinica né può essere la soluzione di tutto, ma è il tramite di tutto….

E  David Lazzari, presidente Cnop, Consiglio Nazionale Ordine psicologi: 

…ora c’è bisogno di dare continuità a questa esperienza, sarebbe tragico se venisse interrotta, anche perché abbiamo necessità di “vaccini psicologici” per la psicopandemia, e la psicologia scolastica è un presidio fondamentale.

È allora chiaro che gli insegnanti, il personale, i dirigenti devono essere messi in una condizione di cogliere la difficoltà, e con il supporto di uno psicologo riuscire non a risolverla ma incanalarla in quel percorso, insieme ai servizi sanitari del territorio, che diventano garanzia di continuità di assistenza.

Protocollo CNOP-MIUR: l'80% degli italiani che vuole gli psicologi a scuola

Cosa chiedono alunni e genitori? Lo psicologo a scuola per aiutare bambini e ragazzi, dopo i molti mesi di isolamento, dopo una pandemia tuttavia in corso.

La DAD, compagni ‘frequentati’ solo virtualmente, le lezioni on line (addirittura la palestra online), la casa come unico habitat per mesi e mesi sono i corresponsabili di danni da isolamento da pandemia.
E ora si fanno sentire.

E non stupisce che bambini e ragazzi in età scolare mostrino problemi psico-comportamentali con il rischio di sviluppare disturbi più severi tre volte maggiore rispetto al pre-pandemia.
È questo, purtroppo, quanto emerge da un primo report sulla situazione di disagio dei ragazzi e sull’attività degli psicologi scolastici resa possibile dal Protocollo Cnop (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) – Ministero Istruzione del settembre 2020. Ai tempi, il protocollo ha portato all’attivazione del servizio di psicologia scolastica in circa seimila scuole su un totale di ottomila, soprattutto a partire da ottobre-novembre 2020. Il servizio si è occupato di dare supporto agli studenti, al personale, alle famiglie con numeri consistenti: oltre un milione le persone che ne hanno usufruito.

Ritorno in classe: le Linee guida psicologo scolastico

Nella maggior parte delle Regioni d’Italia, l’inizio delle lezioni sarà il 13 settembre 2021; la prima campanella è stata quella di Bolzano, il 6 settembre.

Il Protocollo d’Intesa aggiornato per il nuovo anno scolastico e firmato prima di Ferragosto prevede, dunque, interventi per il supporto psicologico che (come specificato) sarà coordinato dagli Uffici Scolastici Regionali e dagli Ordini degli Psicologi regionali e potrà essere fornito, anche mediante accordi e collaborazioni tra istituzioni scolastiche, attraverso specifici colloqui con professionisti abilitati alla professione psicologica e psicoterapeutica, effettuati in presenza o a distanza, nel rispetto delle autorizzazioni previste e comunque senza alcun intervento di tipo clinico.

Le Linee guida per la promozione del benessere psicologico nelle scuole suggeriscono:

  • il rafforzamento degli spazi di condivisione e di alleanza tra Scuola e Famiglia, anche a distanza;
  • il ricorso ad azioni di supporto psicologico in grado di gestire sportelli di ascolto e di coadiuvare le attività del personale scolastico nella applicazione di metodologie didattiche innovative (in presenza e a distanza) e nella gestione degli alunni con disabilità e di quelli con DSA o con disturbi evolutivi specifici o altri bisogni educativi speciali, per i quali non sono previsti insegnanti specializzati di sostegno.

Le aree di intervento individuate e prese in considerazione sono quattro:  

1) Supporto organizzativo all’istituzione scolastica
2) Supporto al personale scolastico
3) Supporto alle studentesse e agli studenti
4) Supporto alle famiglie

e lasciano intendere chiaramente che il supporto non è rivolto esclusivametne agli studenti: tanto il personale scolastico quanto le famiglie non possono essere lasciati soli.



Risulta ben evidente come la presenza di uno sportello psicologico a scuola aiuti alunni e studenti a prendere coscienza di eventuali disagi prima, e a chiedere aiuto poi. 

Fornire alle scuole questa competenza significa attuare una possibilità di crescita e maturazione per i giovani; soprattutto ora, dopo una pandemia che ha coinvolto e stravolto tutti.

Innegabile la necessità di dare continuità al protocollo e di strutturare sempre di più la figura dello psicologo scolastico all’interno degli istituti.